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lunedì 30 aprile 2018

Una introduzione alla sociologia di Niklas Luhmann

La lezione. Niklas Luhmann (1927-1998) ricopre un posto rilevante nella storia del pensiero sociologico contemporaneo: i suoi lavori, infatti, sviluppano la teoria struttural-funzionalista di Parsons in una direzione originale, definendo la «teoria dei sistemi sociali». Gli aspetti che si affrontano nel nostro corso riguardano la definizione di sistema sociale, il sistema di problemi che riguarda il rapporto tra sistemi sociali e ambiente, e il sistema di problemi che riguarda il funzionamento interno dei sistemi e i processi di differenziazione evolutivi. Un breve spazio riguardano le tematiche riferite ai temi di fiducia e rischio nella modernità.

Si riporta sotto la presentazione mostrata in aula per le lezioni (Scarica PDF).

lunedì 23 aprile 2018

Società e comunicazione

Risorse. Nell’ultima lezione abbiamo introdotto la sociologia di Niklas Luhmann (Lüneburg 1927-1998). Di seguito riportiamo un breve filmato tratto dagli archivi di RAI Cultura, con un estratto di una più lunga intervista, dal titolo «Società e comunicazione». Come si può leggere sul sito «Il sociologo [...] definisce i due punti fondamentali che segnano il suo distacco dalla concezione tradizionale della comunicazione. Il primo rovescia l’impostazione del modello classico che, concependo la comunicazione come un tipo di azione, di processo espressivo, assume come primario il soggetto che comunica, che agisce. La proposta di Luhmann è invece quella di muovere dal “chi comprende”, per porsi poi domande sul “chi comunica” e “che cosa comunica”, ossia sull’intenzione e sul contenuto. Il secondo punto di divergenza si esprime come rifiuto della concezione che fa della comunicazione una trasmissione di informazione da un centro a un altro, da una mente a un’altra. Questo passaggio presuppone sempre una comunanza, non solo di codice, ma anche dell’ambito entro cui la comunicazione si muove per selezionare informazioni. La necessità della selezione dipende dall’impossibilità di collegare puntualmente e contemporaneamente ogni elemento a tutti gli altri. Ecco perché il sociologo tedesco alle vecchie teorie della comunicazione e della complessità preferisce una concezione che potremmo chiamare del “piano di realtà emergente”, secondo cui ci sono operazioni che continuamente combinano informazione e sollevano la domanda se il soggetto debba accettare o meno l’offerta di senso che ne deriva. Il criterio di selettività, cardine della teoria della complessità, è ineludibile e appartiene tanto ai sistemi sociali quanto a quelli biologici e psichici». Riporto sotto il video e rimando ad altri estratti a questo link.

venerdì 19 maggio 2017

Manuel Castells e le reti di indignazione e speranza

Risorse. Manuel Castells (1942) è uno dei più importanti studiosi a livello mondiale della società dell’informazione. Svolge la sua attività di insegnamento tra le università della California e di Barcellona, ed è stato visiting professor fra l’altro al MIT, all’Università di Oxford e a quella di Santa Clara. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra cui L’età dell’informazione, in tre volumi: I. La nascita della società in rete, II. Il potere delle identità, III. Volgere di millennio (Università Bocconi, 2004 seconda edizione aggiornata). Ha fatto parte dell’Advisory Board sulle tecnologie dell’informazione del Segretariato generale delle Nazioni Unite. Riportiamo sotto una breve intervista - con sottotitoli in italiano - riferita ad uno dei suoi ultimi libri tradotti in italiano «Reti di indignazione e speranza. Movimenti sociali nell’era di Internet» (UBE, 2015 nuova edizione).

sabato 8 aprile 2017

Scuola di Francoforte, l'agire comunicativo e i suoi sviluppi

Nelle lezioni della prossima settimana ragioneremo intorno al pensiero di Jürgen Habermas, presentando prima i nodi principali del suo programma di ricerca, con riferimento alla sua nozione di approccio critica e alla sua riflessione sulle forme della conoscenza; in secondo luogo entreremo nel dettaglio dei principali elementi analitici e dell'approccio generale della teoria dell'agire comunicativo; successivamente affronteremo il suo discorso intorno alla produzione delle norme con riferimento all'etica discorsiva, la democrazia partecipativa e quello che ha definito «approccio ricostruttivo». Come viene raccontato nel libro di testo, il pensiero di Habermas è oggi sviluppato in due direzioni principali, da una parte nel programma di ricerca di Claus Offe sui sistemi di welfare, da un’altra parte in quello di Axel Honneth sulle lotte per il riconoscimento.

Link: Consulta presentazione in rete

sabato 21 marzo 2015

Habermas: nella spirale dei pensieri

Intervista. Riprendiamo un’intervista di Markus Schwering a Jürgen Habermas su Internet e sfera pubblica, pubblicata in italiano da Reset.it nell’estate scorsa.

Reset-DoC propone ai propri lettori una intervista con Jürgen Habermas, pubblicata in giugno sulla “Frankfurter Rundschau” in occasione dell’85mo compleanno del filosofo. La traduzione in italiano è di Leonardo Ceppa.

M.S. Signor Habermas, la prossima settimana lei compirà 85 anni. Che cosa significa per lei – alla sua età – “vivere il presente”? Quale filo la collega al mondo dei suoi figli e nipoti?

J.H. Sta pensando a una qualche “passione per il presente”? Sì, seguo sempre con passione gli sviluppi della politica. D’altro canto, veder schiacciare sul passato della storia la propria generazione fa un po’ l’effetto di uno “scuoiamento”. Ieri ho ricevuto la prima copia di una mia biografia[1] scritta da Stefan Müller-Doohm. Anche se la persona dell’autore, di cui ho la massima stima, non me ne darebbe motivo, io ho paura ad affrontare questo libro. Quanto ai miei figli, che sono già grandi, ho l’impressione che condividano tutto sommato le idee politiche e intellettuali dei loro genitori. Solo i miei nipoti sembrano già vivere già in un’altra epoca…

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venerdì 24 maggio 2013

Dentro la comunicazione

Il prossimo incontro previsto per martedì 28 maggio sarà dedicata al tema della comunicazione, in una lezione congiunta con la cattedra di "Sociologia I" presso l'aula AT3 (Via Mezzocannone 16, Terzo piano), a partire dai temi del libro di Samuele Ciambriello e Michele Infante "Dentro la comunicazione. Concetti, modelli, persone" (Guida, 2012). Durante l'incontro gli autori si confronteranno con Luca Bifulco e Francesco Pirone.

Dalla presentazione del volume:
"Divulgare significa far conoscere e comprendere non solo cose che ci appaiono misteriose e lontane, ma anche concetti ed espressioni che usiamo tutti i giorni in modo spesso inconsapevole o superficiale. Far coomprendere è dunque operazione meritoria, fondamentale nei paesi anglosassoni dove l'approccio divulgativo della scienza è essa stessa una scienza e dove diventa difficilissima la traduzione pedissequa dei nostri testi spesso infarciti di concetti e metafore che sarebbe opportuno prima spiegare e poi esporre".

sabato 18 maggio 2013

Il calcio come passione

Il prossimo mercoledì 22 maggio, è prevista un'iniziativa seminariale dal titolo "Il calcio come passione" organizzata dal Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, su proposta delle Cattedre di Sociologia, Sociologia II e Sociologia della Conoscenza, con la collaborazione dell'UdU Napoli. Il seminario si svolgerà a partire dalle ore 11:00 all'aula AT3 in via Mezzocannone 16 (terzo piano). Il programma dell'iniziativa prevede gli interventi di Raffaele Auriemma (giornalista sportivo), Gennaro Iezzo (ex calciatore, opinionista sportivo) e Tommaso Mandato (agente FIFA). La direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali prof.ssa Enrica Amaturo apre con i saluti istituzionali; introduce l'incontro il prof. Luca Bifulco. Il dibattito, moderato dal prof. Gianfranco Pecchinenda e concluso dal prof. Vittorio Dini (Università degli Studi di Salerno).

La lezione prevista per le ore 13:00 è anticipata alle ore 11:00 presso l'aula del seminario AT3 in via Mezzocannone 16 (terzo piano).

sabato 31 marzo 2012

Ai confini disciplinari

Gender Studies. Percorrendo il saggio di Elisabetta Ruspini sulla riscoperta della storia della ricerca qualitativa, abbiamo incontrato il filone degli studi di genere che hanno contribuito a segnare - negli anni '60 e '70 - quel cambiamento intellettuale nel campo delle scienze sociali che ha aperto la strada allo sviluppo dei metodi e delle tecniche di ricerca qualitativa. La strutturazione del campo degli studi di genere avviene in concomitanza con la diffusione nei paesi occidentali dei movimenti sociali di matrice femminista, tesi a promuovere l'emancipazione femminile. Questo filone di studi è oggi ampiamente istituzionalizzato - sotto l'etichetta di gender studies, women's studies, o feminist studies a seconda del grado di adesione ad una prospettiva femminista - con produzione di manuali (ad esempio Handbook of Gender and Woman's Studies), riviste scientifiche (ad esempio Feminist Studies) e centri di ricerca dedicati (ad esempio Stanford Feminist Studies, in Italia inGenere). Nonostante l'ampia letteratura sul tema delle relazioni di genere e sulla condizione femminile, l'asimmetria tra maschi e femmine risulta essere ancor oggi, anche nelle società occidentali, una tematica di grande rilevanza per la sua pervasività in tutti gli ambiti di vita sociale. In relazione al tema della rappresentazione delle donne veicolata dai mass media - in particolare la televisione - abbiamo richiamato in aula il lavoro di Lorella Zanardo dal titolo "Il corpo delle donne" che ha portato alla pubblicazione di un libro (Feltrinelli, 2009 - riedito nella collana "economica" 2011) e ad un video-documentario (25', autori: Zarardo L., Malfi Chindemi M., Cantù C.) che può essere visto attraverso il blog dedicato. Si tratta, anche in questo caso, di ricerca qualitativa ai confini disciplinari (e poco disciplinata) che utilizza nuovi e vecchi media di comunicazione. C'è qui anche un altra tematica rilevante: quella della sociologia visuale di cui ci occuperemo nella prossima lezione.