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mercoledì 25 marzo 2015

Le basi biologiche del comportamento

Sociobiologia. Una tappa rilevante del dibattito sociologico contemporaneo, la sociobiologia riprende l’ambizione originaria della disciplina di unificare in un paradigma unitario le scienze sociali e quelle della vita: su tutti Spencer e Comte. D’altra parte, riflettere su questo approccio ci consente di evidenziare che l’attore sociale ha un corpo in senso biologico ed è immerso in un ambiente naturale e che entrambi - il corpo e l’ambiente - hanno una logica di funzionamento non riducibile alla cultura e alle istituzioni sociali. Il problema di ricerca è, quindi, quello di comprendere quali condizionamenti impongono le logiche di funzionamento del mondo naturale a quello socio-culturale, senza cadere in determinismi biologici, come nel caso del riduzionismo genetico del comportamento sociale. In questo forse gli studi di Edward Wilson o di Richard Dawkins non sono completamente sufficienti, ma ci consentono di vedere le questioni - ampiamente problematiche - che riguardano i condizionamenti naturali sul comportamento sociale che nel lungo periodo determinano l’evoluzione delle società; lo stesso vale anche per gli sviluppi più recenti nel campo culturale, con la “memetica” su cui ha avuto una forte influenza il lavoro di Susan Blackmore dal titolo The Meme Machine (Oxford University Press, 1999).

martedì 24 marzo 2015

La nuova sintesi

Sociobiologia. Nel 1975 il biologo statunitense Edward Osborne Wilson pubblica il volume Sociobiology: The New Synthesis (Harvard University Press) che dopo qualche anno viene tradotto in italiano e pubblicato nel 1983 da Zanichelli con il titolo Sociobiologia: la nuova sintesi. Sulla base delle idee originarie di Charles Darwin, ma profondamente rinnovate alla luce delle scoperte scientifiche e delle suggestioni culturali offerte dalla genetica, nasce la sociobiologia che Wilson intende come «studio sistematico delle basi biologiche di tutte le forme di comportamento sociale […] in tutte le specie di organismo, compreso l’uomo». Si tratta di una nuova sfida all'impostazione sociologica consolidata che assume come suo presupposto l’irriducibilità della vita sociale alle basi biologiche dell’uomo.
Riportiamo sotto un'anteprima del volume di Wilson, ripubblicato in occasione del 25° anniversario della sua prima edizione.


lunedì 28 aprile 2014

Sociobiologia

Evoluzionismo e genetica. La sociologia nasce nel XIX secolo in un clima culturale influenzato dalle idee evoluzioniste di Charles Darwin. A titolo di esempio, lo stesso Herbert Spencer era convinto che la società rispondesse alle leggi evolutive del mondo naturale. Accantonato il primo darwinismo sociale, il dibattito sulle basi biologiche del comportamento sociale si riapre a fine anni Settanta sulla scorta delle scoperte della genetica e sull'applicazione dei modelli evolutivi al patrimonio genetico e non più alla specie e agli individui nella specie. Questo dibattito aperto da Edward O. Wilson viene rilanciato dalle ricerche sul "gene egoistico" di Richard Dawkins che sposta l'attenzione sull'evoluzione culturale con l'introduzione dell'idea controversa di "meme". Su questo punto un lavoro recente di sintesi è il libro di Susan Blackmore, intitolato The Meme Machine. Più di recente, il dibattito sul rapporto tra base biologica e componente culturale del comportamento sociale ha avuto un nuovo impulso dalle conoscenze scientifiche prodotte dalle neuroscienze (vedi post precedente). Riportiamo sotto la presentazione mostrata in aula.