martedì 15 dicembre 2020

L’infanzia delle disuguaglianze

Recensione.  Enfances de classe. De l’inégalité parmi les enfants, sous la direction de Bernard Lahire, Parigi, Seuil, 2019, pp. 1232 (una versione rivista e ampliata è stata pubblicata in «La critica sociologica», vol. LIV, n. 216, Inverno 2020).

Questo voluminoso testo presenta i risultati di una lunga ed estesa indagine qualitativa sulla riproduzione delle disuguaglianze sociali in Francia, focalizzando l’attenzione sulla differenziazione per classe sociale dei processi di socializzazione dei bambini sulla soglia dell’età scolare.
La ricerca – finanziata dall’Agence nationale de la recherche (ANR) e dall’Institut français de l’éducation (IFE) – ha coinvolto un collettivo di sedici sociologi che hanno poi contribuito alla stesura del testo (Julien Bertrand, Géraldine Bois, Martine Court, Sophie Denave, Frédérique Giraud, Gaële Henri-Panabière, Joël Laillier, Christine Mennesson, Charlotte Moquet, Sarah Nicaise, Claire Piluso, Aurélien Raynaud, Fanny Renard, Olivier Vanhée, Marianne Woollven et Emmanuelle Zolesio), oltre al coordinatore e curatore del libro, Bernard Lahire, professore di sociologia all’École Normale Supérieure de Lyon (Centre Max Weber) e membro senior del prestigioso Institut Universitaire de France. Anche se non tradotta in italiano, la produzione sociologica di Lahire è ben presente nella sociologia italiana, soprattutto tra i sociologi dell’educazione e più in generale in quel filone teorico che segue con più attenzione la tradizione francese ‘postbourdieusiana’. D’altra parte, questo libro ricorda immediatamente l’ormai classico La misère du monde di Pierre Bourdieu (Parigi, Seuil, 1993) di cui ci sembra richiamare l’ethos sociologico e l’approccio metodologico complessivo. 

domenica 29 novembre 2020

Gerardo Ragone (1938-2020)

 

Una nota bio-bibliografica. È mancato oggi il prof. Gerardo Ragone. Classe 1938, è stato professore ordinario di Sociologia generale all’Università degli Studi di Napoli Federico II, insegnando presso la Facoltà di Sociologia – di cui è stato un promotore – e lavorando presso il Dipartimento di Sociologia «Gino Germani» (poi Dipartimento di Scienze Sociali). Ha insegnato anche nelle università di Pisa e di Salerno ed è stato maestro di numerosi studiosi della generazione successiva, oggi attivi nell’accademia e nel mondo professionale. Della sua ampia attività di ricerca, credo vadano ricordati almeno tre filoni di studi che più di altri hanno avuto influenza sul dibattito sociologico nazionale: quello principale dedicato allo sviluppo della sociologia dei consumi, quello relativo all’analisi della stratificazione sociale e quello sulla questione dello sviluppo del Mezzogiorno. Per il primo filone di ricerca, relativo alla sociologia dei consumi e dei fenomeni della moda, l’opera di Ragone è decisamente estesa, comincia a fine anni Sessanta e continua fino al termine della sua carriera accademica, lasciando numerosi importanti lavori, tra i quali i più rilevanti sono certamente: Modelli di consumo e struttura sociale (Giannini, 1968), Psicosociologia dei consumi (ISEDI, 1974), Sociologia dei fenomeni di moda (a cura di, FrancoAngeli, 1976), Elementi di sociologia economica. Vol. 1 L'analisi socioeconomica del consumo (con E. Amaturo, Liguori, 1979), Consumi e stili di vita in Italia (Guida, 1985), Le preferenze interdipendenti. Le implicazioni sociologiche della teoria della domanda (FrancoAngeli, 1993), Economia e sociologia dei consumi (Sociologia del Lavoro, 83, 2001), Consumi di massa (FrancoAngeli, 2010). In questo ambito è utile anche ricordare che ha introdotto in Italia l’importante lavoro sulla moda di René König, curando la traduzione Il potere della moda (Liguori, 1976). Per il secondo filone di ricerca, quello cioè sulla stratificazione sociale, il contributo di Ragone si può ricostruire facendo riferimento a tre opere di particolare rilevanza: La sociologia delle classi in Italia (a cura di, con C. Scrocca, Liguori, 1978), La teoria dello squilibrio di status (a cura di, con G. Giampaglia, Liguori, 1981) e La stratificazione imperfetta: saggio sulla teoria della disuguaglianza sociale (Guida, 1997). Per quanto riguarda, infine, il terzo filone di ricerca e di impegno politico sullo sviluppo del Mezzogiorno, di Napoli e della Campania, si può riguardare un primo articolo Sottosviluppo meridionale e condizionamento socio-culturale (Rassegna economica,  1, 1971), Economia in trasformazione e doppio lavoro: il doppio lavoro nell'area casertana (a cura di, Il Mulino, 1983) e i più recenti articoli usciti su «Quaderni di Sociologia»: Napoli oggi tra luci e ombre (1997) e Un fallimento mascherato. L’esperienza politico-amministrativa a Napoli e in Campania dal 1993 al 2009 (2009). Tutte queste ricerche richiamano una riflessione più generale sui rapporti tra sociologia ed economia, con un interesse specifico per la teoria della scelta razionale.

giovedì 15 ottobre 2020

Una comunità migliore

 

Recensione. RICHARD SENNETT, Una comunità migliore, Roma, Castelvecchi, 2019, pp. 48 (una versione rivista e ampliata è stata pubblicata in «La critica sociologica», vol. LIV, n. 214, estate 2020).

L’angloamericano Richard Sennett, classe 1943, appartiene alla ristretta cerchia delle celebrità sociologiche globali. I suoi lavori hanno da decenni un’ampia circolazione su scala mondiale e hanno influenzato non soltanto il dibattito disciplinare, ma anche l’opinione pubblica. La popolarità dell’Autore e il successo pubblico di alcune sue idee spiegano le ragioni della rapida e quasi completa traduzione dei suoi libri nelle principali lingue del mondo e anche dei suoi interventi pubblici non accademici. In questa ultima categoria si può collocare questo piccolo libro che offre al pubblico italiano la traduzione – di Maria Chiarappa – di un’intervista realizzata dalla canadese Eleanor Wachtel e originariamente pubblicata in inglese nel 2013 per la rivista «Brick. A Literary Journal».
Superato il sospetto di trovarsi di fronte ad un’operazione editoriale prevalentemente commerciale, si può apprezzare un testo che, per quanto breve, offre più di uno spunto di riflessione sociologica, oltre ad un’esperienza di rapida e gradevole lettura.

sabato 23 maggio 2020

L’ultima riflessione

Metamorfosi. Uscito postumo, l’ultimo libro incompiuto di Ulrich Beck La metamorfosi del mondo (Laterza, 2017) apre ad una nuova prospettiva di ricerca sociologica sul mondo contemporaneo che aggiorna e rilancia quanto l’autore ha elaborato nel corso degli ultimi decenni. L’auspicio dell’autore è il rinnovamento delle categorie sociologiche. Nella premessa, infatti, Beck scrive: «Scopo di questo libro è provare a capire, e spiegare, perché non capiamo più il mondo» (p. XIII). A tal fine introduce la distinzione tra “cambiamento della società” e “metamorfosi del mondo”. Il cambiamento, parafrasando Beck, concentra l’attenzione su una caratteristica del futuro della modernità, mentre i concetti di base e le certezze su cui poggiano rimangono costanti; la metamorfosi, invece, destabilizza proprio queste certezze della società moderna e generano uno choc di fondo, una svolta che fa saltare quelle che fino a quel momento erano costanti antropologiche della nostra vita e della nostra concezione del mondo. Così, scrive Beck: «ciò che fino a ieri era impensabile oggi è reale e possibile» (p. XIV). Un libro aperto che per le nuove generazioni di sociologi può essere considerato un testamento per sviluppare in maniera originale la prospettiva teorica di Beck.

Vai all'anteprima del libro.

lunedì 18 maggio 2020

La sociologia di Zygmunt Bauman

La lezione. La settimana scorsa abbiamo realizzato insieme un percorso interpretativo nella vasta produzione di Zygmunt Bauman (Poznan 1925 - Leeds 2017), concentrandoci in particolare sulla teoria della modernità. In primo luogo abbiamo specificato l’idea di sociologia per Bauman: umanista e impegnata. Poi abbiamo visto come si è sviluppato il pensiero di questo autore sulla questione della modernità: dai primi studi sulla natura del moderno, alle ipotesi sul postmoderno e poi l’arrivo alla metafora della «modernità liquida». Infine abbiamo considerato alcuni aspetti specifici della società individualizzata e dell’incertezza: il ruolo degli intellettuali, l'individualizzazione, la nuova ricerca della comunità, il significato sociale della povertà, l'homo consumens, la cultura del consumo e i processi pervasivi di mercificazione.

sabato 16 maggio 2020

Retrotopia

Letture. Tra le ultime pubblicazioni in italiano, dopo la sua morte, vale la pena ricordare il recente volume di Zygmunt Bauman dal titolo «Retrotopia» (Laterza, Bari, 2017) che riflette sul modo in cui nella cultura contemporanea si sta indebolendo la capacità di guardare al futuro, di pensare il cambiamento, in relazione ad una ridefinizione di alcune mitologie passate, arrivando a definire una «età della nostalgia».
Nel sito dell’Editore, oltre all’indice (PDF) e ad una sezione interessante di recensioni, è possibile consultare un estratto significativo dall’introduzione del libro: «L'ultimo libro di un grande maestro».



mercoledì 13 maggio 2020

La vita tra reale e virtuale

Lecture. Il 9 ottobre 2013 Zygmunt Bauman ha tenuto una lezione a Milano nell’ambito dell’iniziativa Meet the Media Guru che promuove una riflessione sulle trasformazioni dei media e sulle implicazioni per la vita sociale. La lecture di Bauman ha avuto come titolo «La vita tra reale e virtuale», affrontando questo tema con il suo consueto approccio attento alle ambivalenze delle trasformazioni sociali, cioè evidenziando contestualmente le opportunità e i rischi per la realizzazione dell’uomo. L’evento - che ha avuto un notevole successo di pubblico - può essere rivisto sul sito di Meet the Media Guru (guarda il video in italiano) e può essere anche letto nel libricino, a cura di Maria Grazia Mattei, che ha ripreso e integrato le cose dette da Bauman nella lezione: La vita tra reale e virtuale (Egea, Milano, 2014, pp. 85).

martedì 12 maggio 2020

Bauman sul vivere post-moderno

Intervista. Il focus della ricerca si Zygmunt Bauman è la modernità e le trasformazioni attuali del ‘moderno’: partendo da una critica della modernità, passando per la definizione dei caratteri del postmoderno, fino all’attuale tesi sulla modernità liquida. Su questi temi è utile vedere un’intervista di qualche anno fa, realizzata per la ritrasmissione televisiva da RAI News 24, in occasione del Festivaletteratura Mantova nel 2008 - attualmente disponibile in YouTube. L’intervista attraversa vari temi che rimandano alle principali tesi interpretative del sociologo polacco, attraversando questioni che riguardano: l’utopie, il pensiero unico, la profezia che si autodetermina, precarizzazione e modernità liquida, l’individualizzazione, la fiducia, la rete, relazioni e libertà.

Vai al video dell’intervista: parte 1 e parte 2