La diffusione dell’uso delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione ha coinvolto il tifo calcistico, così come tutti gli altri ambiti di socialità. Anche il tifo organizzato - quello dei gruppi ultras - ha costruito le sue pratiche, particolari, di stare nella ‘rete’. Si tratta di pratiche di autorappresentazione e di relazione che riproducono le sub-culture ultras, introducendo elementi di novità che riguardano l’uso dei
new media, ma che si intrecciano anche con le trasformazioni più generali del mondo ultras. A partire da queste considerazioni Concetta Mauriello conduce un’osservazione naturalistica sulla presenza in rete dei gruppi ultras del Napoli calcio, considerando social network, forum e siti web.
Ultras da tastiera: un’osservazione sui gruppi ultras partenopei
L’elaborato ha come oggetto il teppismo calcistico. Quest’ultimo secondo Roversi (1992) è una forma di violenza apparsa per la prima volta in Inghilterra verso la fine degli anni ‘60, con il nome di football hooliganism, tale violenza può essere definita come “l’insieme di atti di vandalismo e di aggressione sistematica che in occasione degli incontri di calcio, particolari gruppi di tifosi compiono ai danni di analoghi gruppi avversari, sia dentro che fuori dagli stadi” (Roversi, 1992: 15). In particolare questo elaborato, concentrandosi soprattutto sul contesto napoletano, mira a spiegare e comprendere chi sono coloro che compiono queste azioni, dove avvengono, come avvengono e quali sono i motivi che adducono tali individui ad intraprendere azioni così deplorevoli.