Letture. Nel 1880, su richiesta del Partito Operaio Francese (POF), Marx prepara un questionario per un’inchiesta sulle condizioni di lavoro e di vita degli operai francesi. Si tratta di uno scritto breve, ma molto significativo perché fornisce alcune indicazioni utili per orientare la ricerca di campo. L’inchiesta per Marx è lo strumento specifico con cui realizzare il ritorno “alle cose stesse” che fa del metodo materialistico marxiano una scienza sociale moderna. Lo strumento di rilevazione, composto da 100 domande divise in quattro sezioni (I. Luoghi di lavoro; II. Tempi e modalità dell’attività lavorativa; III. Condizioni contrattuali e salariali; IV. Forme di organizzazione e rappresentanza) e accompagnato da brevi indicazioni metodologiche. L’inchiesta si propone l’obiettivo di comprendere il mondo per cambiarlo, attraverso un’operazione di svelamento realizzabile partendo dal sapere operaio: soltanto i lavoratori possono descrivere – con piena cognizione di causa – i mali che li colpiscono. Marx pensa all’inchiesta come strumento di conoscenza e di lotta, infatti, per lui l’indagine avrebbe potuto far emergere delle istante rivendicative sindacali su cui stimolare la lotta operaia, sindacale e politica. Il testo è stato recentemente ripubblicato dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e messo a disposizione gratuitamente in rete: Sul campo. L’inchiesta operaia di Marx: comprendere il mondo per cambiarlo (PDF), a cura di Riccardo Emilio Chesta che firma anche un’interessante introduzione dal titolo «Classico dell’epistemologia politica? Storia e attualità de l’Inchiesta operaia di Marx».
giovedì 19 marzo 2020
mercoledì 18 marzo 2020
Marx riflette su Ludwig Feuerbach
Approfondimenti. Una lettura di prima mano di Marx, breve ma significativa, è quella delle «Tesi su Feuerbach di Karl Marx» che suggerisco caldamente. Si tratta di brevi appunti di studio che Marx scrive per sé - nel 1854 - e che soltanto dopo furono pubblicate da Friedrich Engels nel 1888 in appendice ad un suo testo dal titolo «Ludovico Feuerbach e il punto di approdo della filosofia classica tedesca» (PDF, scaricabile). Si tratta di note utili a capire il percorso che Marx sviluppa con la sua ricerca, partendo dal pensiero idealista di Hegel, studiando la posizione materiaista di Feuerbach, per poi superare entrambi con una sua originale impostazione materialistica. Si trovano in queste note, organizzate in 11 tesi, alcuni elementi fondativi del pensiero marxiano, tra i quali la concezione i “materialismo storico” e quello di “prassi rivoluzionaria”. Un utile commento da integrare alla lettura delle “Tesi” è quello di Marco Apolloni in Filosofico.net. Buona lettura!
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lunedì 16 marzo 2020
Il giovane Marx al cinema
Risorse. In occasione del bicentenario della nascita di Karl Marx, ai numerosi libri pubblicati si sono aggiunte produzioni teatrali, televisive e un bel film uscito in Italia nella primavera del 2018: Il giovane Karl Marx, diretto da Raoul Peck (titolo originale: Le jeune Karl Marx, 2017). Un film, ben fatto, godibile, che si presta ad una visione anche didattica, per immergersi nel contesto storico e nelle relazioni intellettuali e politiche in cui Karl Marx e Friedrich Engels vivono e sviluppano le loro idee negli anni Quaranta dell’Ottocento fino al 1848, l’anno in cui viene stampato Il Manifesto del Partito Comunista. Per una visione in lingua originale al momento si può guardare il film in Vimeo. Una precedente produzione cinematografica era stata dedicata alle vicende del giovane Marx in un film a puntate promosso dall’URSS e dalla RDT a fine anni Settanta e trasmesso nel 1980. Si tratta di oltre sette ore di video che al momento possono essere viste in lingua originale in YouTube. Un film di propaganda che va guardato con questa consapevolezza. Una visione difficile, anzi impossibile se non si conosce la lingua, ma utile da visionare per qualche minuto qua e là per guardare le ricostruzioni storiche e immergersi in un immaginario lontano, sicuramente molto distante da quello del recente film di Raoul Peck.
Nel 2019 una produzione cinese ha pubblicato una animated web series sulla gioventù di Karl Marx: The Leader (una stazione di 7 episodi) che si trovano in rete su YouTube, con sottotitoli in varie lingue, ma non in italiano. Si veda ad esempio questo link: The Leader: Karl Marx (2019) Anime completo. Su questo prodotto, il 24 gennaio 2019, RepTV scrive: «Karl Marx in versione fascinosa: svolta nel cartoon cinese per conquistare i giovani - Scordatevi la folta barba bianca e il piglio accigliato da studioso. Karl Marx è un fascinoso giovanotto con il ciuffo ribelle e gli occhi azzurri. O almeno così lo hanno disegnato i cinesi per la serie animata “The leader”, pensata con approvazione della propaganda per avvicinare i più giovani a vita, peripezie e teorie dell’autore del Manifesto comunista. Il cartone sarà disponibile fra qualche giorno, ma sulla piattaforma di streaming Bilibili è già uscito il trailer».
Nel 2019 una produzione cinese ha pubblicato una animated web series sulla gioventù di Karl Marx: The Leader (una stazione di 7 episodi) che si trovano in rete su YouTube, con sottotitoli in varie lingue, ma non in italiano. Si veda ad esempio questo link: The Leader: Karl Marx (2019) Anime completo. Su questo prodotto, il 24 gennaio 2019, RepTV scrive: «Karl Marx in versione fascinosa: svolta nel cartoon cinese per conquistare i giovani - Scordatevi la folta barba bianca e il piglio accigliato da studioso. Karl Marx è un fascinoso giovanotto con il ciuffo ribelle e gli occhi azzurri. O almeno così lo hanno disegnato i cinesi per la serie animata “The leader”, pensata con approvazione della propaganda per avvicinare i più giovani a vita, peripezie e teorie dell’autore del Manifesto comunista. Il cartone sarà disponibile fra qualche giorno, ma sulla piattaforma di streaming Bilibili è già uscito il trailer».
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domenica 15 marzo 2020
Marx giornalista
Libri. Tra il 1851 e il 1862, Marx prova a guadagnarsi da vivere facendo il giornalista, più precisamente il corrispondente da Londra per il New York Tribune. Marx aveva scritto per periodici fin dalla gioventù, ma per un pubblico colto e molto ristretto quale era quello della «Gazzetta renana» o gli «Annali franco-tedeschi». Questa esperienza è invece completamente diversa. Si tratta di un’attività lavorativa che Marx non amava particolarmente, anche perché lo allontanava dai suoi interessi principali di studio e di scrittura. Lo faceva per necessità economica e, però, gli riusciva decisamente bene. La letture dei suoi contributi provano una capacità non comune di raccontare e analizzare le contingenze politiche, economiche e militari dell’epoca. Per farsi un’idea precisa della produzione giornalistica di Marx si può consultare un agile ebook dal titolo «Dal nostro corrispondente a Londra. Karl Marx giornalista per la New York Tribune» a cura e tradotto da Giordano Vintaloro (Corpo60, 2014 [seconda edizione 2016]), che contiene una selezione di articoli tradotti in Italiano con testo originale inglese a fronte.
Per presentare il volume, l’Editore scrive:
Per presentare il volume, l’Editore scrive:
«Quanti sanno che Karl Marx ha scritto per gli Yankee? Eppure i pezzi per la New York Daily Tribune hanno rappresentato il suo pane quotidiano per più di dieci anni. Una raccolta inedita di articoli scritti tra il 1852 e il 1861, gli stessi anni in cui Marx elaborava Il Capitale, che nella lucida e ironica analisi del padre del marxismo ci forniscono una chiave di lettura sorprendentemente efficace del presente. Dalla Cina al vicino Oriente, dalla Crimea all’India, dalla finanza alla politica al traffico internazionale di stupefacenti, Marx non cessa di stupirci.»
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sabato 14 marzo 2020
MEGA Project
Risorse. Circa un secolo fa è cominciata la sfida di ricostruire un’edizione storico-critica completa delle opere di Karl Marx e Friedrich Engels, lavorando soprattutto sulla raccolta, ricostruzione e interpretazione dei manoscritti. L’avventura del Marx-Engels Gesamtausgabe – per gli specialisti semplicemente progetto MEGA – comincia negli anni ’20 del Novecento in URSS presso l’istituto Marx-Engels sotto la direzione scientifica di David Borisoviç. Quest’ultimo viene eliminato per motivi politici e il progetto si ferma dopo aver portato alla pubblicazione soltanto una parte dell’opera (MEGA 1). Il progetto riparte negli anni Sessanta (MEGA 2) e ha una sua storia politico-intellettuale che si intreccia con quella del blocco sovietico, ricostruita in un breve resoconto – tradotto qui in italiano – a opera dell’Istituto Internazionale di Storia Sociale (IISG) di Amsterdam. Questo Istituto ha promosso la creazione della Fondazione Internazionale Marx Engels (IMES) che dal 1990 coordina 4 importanti istituti di ricerca, assumendo la responsabilità scientifica del progetto: Istituto Internazionale di Storia Sociale di Amsterdam; Accademia delle Scienze di Berlino e del Brandeburgo; Istituto di Ricerca Sociale della Fondazione Friedrich Ebert di Bonn; Archivio di Stato Russo per la Storia Politica e Sociale. In rete, tuttavia, è possibile trovare molte raccolte delle opere di Marx e Engels tradotte in diverse lingue. Si veda ad esempio per l’italiano la pagina dell’Archivio Internet Marx-Engels in marxist.org dove è possibile consultare bibliografie, indici e diverse opere tradotte e organizzate cronologicamente. La sezione Marxismo nel sito criticamente.com in cui si possono consultare le opere e diversi link ad altre fonti in rete. La Biblioteca Multimediale Marxista che raccoglie diversi materiali sullo sviluppo del marxismo. E ancora la Biblioteca Digitale Mels a cura del Centro di Cultura e Documentazione popolare.
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venerdì 13 marzo 2020
Comte: per saperne di più
Nota bibliografica. Per approfondire il pensiero di Auguste Comte è disponibile una bibliografia molto vasta e con una lunga tradizione di studi critici che inizia già alla fine del XIX secolo con le monografie dei suoi più autorevoli sostenitori: E. Littré, Comte et la philosophie positive (Paris, 1863) e J.S. Mill, Auguste Comte and Positivism (London 1865), seguite dal lavoro classico di L. Lévi-Bruhl, La philosophie de Auguste Comte (Paris, 1900). Tuttavia, tralasciando la storia della critica, dovendo scegliere con parsimonia un numero limitati di testi per approfondire il pensiero di Comte, possiamo qui richiamare come opera di riferimento internazionale quella di Mary Pickering in tre volumi Auguste Comte: An Intellectual Biography (Cambridge, 1993); mentre in lingua italiana si può consultare la monografia introduttiva di Antimo Negri, Introduzione a Comte (Bari, 1983), la brillante introduzione di Franco Ferrarotti alla traduzione italiana del Corso di filosofia positiva di Comte (Torino, 1967) e il più didattico capitolo che Raymond Aron scrive in Le tappe del pensiero sociologico (Milano, 1987).
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giovedì 12 marzo 2020
Un filosofo nella casa dei pazzi
Letture. Auguste Comte è entrato anche nella storia della psichiatria, ma lo ha fatto da caso clinico. Nella primavera del 1826, infatti, Comte ventottenne ha da poco iniziato le lezioni del Corso di filosofia positiva, quando dopo appena tre lezioni viene colpito da una grave crisi nervosa. Viene per questo ricoverato nella Maison de Santé (Casa di cura psichiatrica) del noto dottor Esquirol, tra quelli che partecipano alla fondazione della psichiatria moderna. La diagnosi per Comte è una forma particolare di monomania: la megalomania o delirio di grandezza. Dopo poco più di sette mesi, Comte lascia la casa di cura, anche se dichiarato “non guéri” (non guarito), e provvede da solo al suo processo di rigenerazione e di guarigione. Intanto, tornato a Parigi, tenta subito il suicidio gettandosi nella Senna. Dà conto lui stesso della sua malattia e dell’esperienza nella casa di cura nella “prefazione personale” del sesto volume del Corso di filosofia positiva e ancora nell’appendice al quarto volume di Sistema di politica positiva, esprimendo valutazioni critiche sull’operato di Esquirol. Al contrario, Comte non figura mai tra i casi clinici presentati nella produzione scritta di Esquirol. Comte contesta il metodo terapeutico subito, il “trattamento morale”, che praticamente consiste in sanguisughe, salassi, docce e bagni freddi: questo metodo è diretto soltanto alla parte animale dell’uomo - sostiene Comte - è trascura la parte intellettuale e affettiva. Al di là degli aspetti terapeutici si tratta di un caso clinico che richiama uno dei dibattiti all’origine della psichiatria - di cui si dà conto nel libro di Mario Galzigna La malattia morale (Marsilio, Venezia 1992) - che ha una forte connessione con il contesto storico-sociale dell’epoca e con la preoccupazione per le condizioni alla base dell’ordine sociale e, all’opposto, delle rivoluzioni. A queste preoccupazioni si riconnettono gli studi su «monomania di orgoglio» e «delirio di grandezza», nel confronto su casi clinici di «rigeneratori dell’umanità» e «mostri dell’ordine morale».
Per approfondire consulta/scarica (file PDF):
«Un filosofo nella casa dei pazzi» di Mario Galzigna
[capitolo 5 del libro La malattia morale. Alle origini della psichiatria moderna, Marsilio, Venezia 1992, pp. 181-198.]
Per approfondire consulta/scarica (file PDF):
«Un filosofo nella casa dei pazzi» di Mario Galzigna
[capitolo 5 del libro La malattia morale. Alle origini della psichiatria moderna, Marsilio, Venezia 1992, pp. 181-198.]
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Bandiera verde contro bandiera rossa
Letture. Oltre a uomo di pensiero Auguste Comte fu anche uomo d’azione. Un’esperienza rilevante in questo senso è la fondazione della Société positiviste nel marzo del 1848. L’associazione, di matrice politico-culturale, si dà lo scopo di diffondere il pensiero positivista attraverso l’istruzione del popolo, preparando così un nuovo ordine morale necessario per l’evoluzione della società allo stadio positivo. Sull’esperienza di Comte nell’avvio della società positivista si suggerisce la consultazione del libro di Mirella Larizza Lolli, Bandiera verde contro bandiera rossa (il Mulino, Bologna, 1999) (qui una brevissima recensione di Cristina Cassina). Sulla scorta anche di questo studio possiamo ribadire alcune idee discusse nel corso. (1) La prima, l’unitarietà del pensiero di Comte che sottolinea le continuità tra le diverse fasi che attraversa l’evoluzione della sua elaborazione, così come sostenuto dai positivisti comtiani ortodossi. (2) La seconda riguarda il rapporto tra la scienza e la politica, cioè l’idea che la scienza sviluppa teorie con il fine di svolgere un ruolo di utilità concreta per il miglioramento della condizione umana, secondo il motto: «Savoir pour prévoir et prévoir pour pouvoir». Il positivismo rappresenta una delle due anime (la “verde”) del repubblicanesimo francese, in contrapposizione all’altra socialista (la “rossa”). Sulle diverse prospettiva politiche in campo si suggerisce la lettura del libro di Frank E. Manuel I profeti di Parigi (il Mulino, Bologna, 1979, ed. orig. 1962) (qui una breve recensione di Girolamo Imbruglia). Pur segnato da conservatorismo sociale, il positivismo tenta – attraverso l’opera di volgarizzazione di Comte – un radicamento più esteso nella società, per questo Comte cambia anche i codici espressivi (il linguaggio del cuore, il linguaggio dei simboli e il linguaggio della religione) rendendoli adatti al nuovo pubblico di proletari e di donne, cioè delle masse illetterate che si erano imposte con i movimenti rivoluzionari al centro della storia francese. In questo processo, la fondazione della Société è una tappa fondamentale di un percorso che passa attraverso l’elaborazione dell’opera Système de politique positive e l’istituzione della «Religione dell’Umanità». (3) Terza, riguarda proprio l’approdo alla nuova religione che è una diretta conseguenza del pensiero di Comte sul tema. Il corpo sociale, infatti, per Comte è tenuto insieme da legami di tipo spirituali che sono radicati principalmente nel linguaggio e nella religione. Quest’ultima – intesa come composto di sistema di credenze comuni e pratiche di culto – offre una direttiva comune e legittima gli imperativi dell’autorità: ogni governo - parafrasando Comte - suppone una religione per consacrare e regolare il comando e l’obbedienza.
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