mercoledì 30 maggio 2012

L'introduzione del focus group in sociologia

Un po' di storia. Come ricorda anche Mario Cardano all'inizio del capitolo 5, la diffusione della tecnica del focus group in sociologia deve molto al lavoro metodologico di Robert K. Merton che la introduce tra i metodi della nostra disciplina con un libro scritto con Marjorie Fiske e Patricia L. Kendall dal titolo The Focused Interview. A Manual of Problems and Procedures (The Free Press, New York) uscito negli USA nel 1956. L'introduzione della nuova tecnica viene sottolineata nella introduzione alla seconda edizione (pubblicata nel 1990), a firma di Merton, e poi viene diffusamente trattata nel capitolo VII "The Group Interview". La tecnica, però, ha avuto un'ampia diffusione in discipline affini alla sociologia: ad esempio negli studi valutativi, nel marketing, nella scienza politica, oltre agli studi sull'opinione pubblica che erano al centro degli interessi di Merton, quando scriveva il volume metodologico del 1956.

martedì 29 maggio 2012

Esperienze di analisi di interviste

Per approfondire. L'attività pratica di trascrizione di un'intervista audio-video vi ha consentito di fare esperienza delle problematiche di ordine pragmatico e interpretativo che sono implicate in tale attività. Anche nei manuali di metodologia e tecnica della ricerca sociale non viene prestata molta attenzione a queste fasi di ricerca che vengono ritenute meno problematiche o poco importanti in termini metodologici. L'esperienza, invece, dimostra il contrario e dà la misura delle distorsioni che possono generarsi e, quindi, degli opportuni accorgimenti e delle riflessioni di metodo che sono necessarie per gestire in maniera consapevole tali attività. Vi suggerisco una lettura di approfondimento che permettere di comprendere queste tematiche con riferimento diretto ad alcune esperienze: si tratta del libro di Felice Addeo e Paolo Montesperelli, Esperienze di analisi di interviste non direttive (Aracne, Roma, 2007), la cui bibliografia suggerisce ulteriori letture e spunti per altri approfondimenti.

mercoledì 16 maggio 2012

Serendipity

Casualità della scoperta scientifica. Nella lezione di oggi abbiamo utilizzato il concetto di "serendipity" nell'accezione data da Robert K. Merton, volendo portare l'attenzione sulle scoperte scientifiche inattese o non intenzionali. Questo concetto sottolinea la casualità di alcune scoperte o intuizioni scientifiche che emergono mentre si sta sviluppando un'attività di ricerca diretta verso un altro obiettivo conoscitivo. Nella pratica può accadere che mentre si cerca una conferma empirica per un'ipotesi di ricerca o una risposta ad una domanda di ricerca si ha un'intuizione che riguarda aspetti e fenomeni che non erano stati prefigurati nel disegno della ricerca. La citazione che viene riportata ad esempio nei testi didattici - attribuita ad uno ricercatore biomedico - per illustrare questo concetto è: "La serendipity è cercare un ago nel pagliaio e trovarci la figlia del contadino". Battute a parte, il termine serendipity entra nel vocabolario della sociologia grazie a Merton già negli anni Cinquanta e poi nei suoi studi di sociologia della conoscenza e della scienza. Più di recente - nel 2004 - insieme a Elinor G. Barber ha scritto un intero testo dedicato al concetto di serindipity dal titolo The Travels and Adventures of Serendipity: A Study on Sociological Semantics and the Sociology of Science (tradotto in italiano da Il Mulino: "Viaggi e avventure della serendipity", Bologna, 2008), soffermandosi sullo sviluppo della concettualizzazione del termine. Per chi volesse ulteriormente approfondire, suggerisco un saggio che analizza il concetto di serendipity nel quadro più generale del pensiero mertoniano:
Maria Luisa Maniscalco, "Serendipity in the Work of Robert K. Merton", in Mongardini C, Tabboni S. (eds.), Robert K. Merton & Contemporary Sociology, Transaction Publishers, New Jersey, 1998, pp. 273-284.