giovedì 22 maggio 2014

I caratteri del mondo contemporaneo

Il dibattito sociologico attuale è animato da diverse e autorevoli teorie che si confrontano sul terreno empirico-sostanziale di quali siano i caratteri distintivi del mondo contemporaneo. Tra queste, seguendo la scelta del nostro testo di riferimento, abbiamo considerato la posizione di Manuel Castells espressa nella teoria della «società in rete», Ulrich Beck e la teoria della «società del rischio», Zygmunt Bauman e la teoria della «società liquida», Saskia Sassen e la sua analisi della globalizzazione e del ruolo delle «città globale», e infine Richard Sennett e le sue analisi sulla cultura del nuovo capitalismo.

martedì 20 maggio 2014

Meet the Media Guru

Lecture di Manuel Castells. “Meet the Media Guru” è un progetto ideato nel 2005 da Maria Grazia Mattei e realizzato dalla Camera di Commercio di Milano in collaborazione con Regione Lombardia, Fondazione Fiera Milano e Provincia di Milano. Un programma di incontri sulla cultura digitale internazionale, ormai divenuto punto di riferimento nella scena milanese e organizzato da Mattei Digital Communication. Tra le personalità ospitate da “Meet the Media Guru” c'è anche Manuel Castells la cui lecture è integralmente disponibile sulle pagine di meetthemediaguru.org.

sabato 17 maggio 2014

Germania europea o Europa tedesca?

Beck e l'Europa. «Tutti lo sanno, ma dichiararlo esplicitamente significa infrangere un tabù: l’Europa è diventata tedesca», afferma Ulrich Beck in Europa tedesca. La nuova geografia del potere. Nessuno ha voluto che ciò accadesse, ma di fronte al possibile crollo dell’euro la Germania in quanto potenza economica è ‘scivolata’ progressivamente nella posizione di decisiva grande potenza politica dell’Europa. A costi altissimi: dappertutto nel continente si alza la resistenza contro una politica per superare la crisi che mette in moto una redistribuzione dal basso verso l’alto, dal sud al nord. I cittadini si ribellano contro la pretesa, avvertita come sommamente ingiusta, di imporre loro una medicina che potrebbe avere esiti mortali. Che fanno a questo punto i salvatori, se quelli che devono essere salvati non vogliono essere salvati? O comunque non vogliono essere salvati in un modo dichiarato anche dai propri governi come ‘senza alternative’? Continua a leggere

venerdì 16 maggio 2014

C'è aria di fine corso

In vista del traguardo. Il corso di "Sociologia II" è arrivato alle ultime lezioni e si avvia a conclusione. Gli ultimi tre incontri sono così calendarizzati:

- Martedì 20 maggio, ore 9:00-11:00
- Giovedì 22 maggio, ore 11:00-13:00
- Martedì 27 maggio, ore 9:00-11:00

Non mancare!

mercoledì 7 maggio 2014

Il Sud, l’industria e la modernizzazione

La sociologia di Antonio Vitiello. Il Dipartimento di Scienze Sociali ha organizzato in ricordo del prof. Antonio Vitiello una giornata di studio dal titolo «Il Sud, l'industria e la modernizzazione». L'appuntamento è per giovedì 8 maggio, alle ore 10:00 presso l'aula 2.2 (secondo piano). Per l’occasione è stato redatto un breve profilo biografico e una selezione dei principali scritti sociologici del prof. Antonio Vitiello. All'evento parteciperanno studiosi, colleghi e amici.

lunedì 5 maggio 2014

Jeffrey Alexander

Neofunzionalismo. Il principale rappresentante della corrente sociologica del "Neofunzionalismo" è Jeffrey Alexander (1947-vivente). La sua ricerca si pone in continuità con la teoria struttural-funzionalista di Parsons con l'obiettivo di superare alcuni dei limiti teorici dell'impostazione originaria del pensiero del suo maestro. Tra i contributi più rilevanti della ricerca di Alexander, va ricordata l'opera in quattro volumi Theoretical Logic in Sociology (1982-1983) che presenta un riesame critico della storia del pensiero sociologico con un affondo sui classici Marx, Weber e Durkheim e sullo stesso pensiero di Parsons. Lo sviluppo più recente della sua ricerca lo ha portato però a proporre l'approccio che lui definisce della "sociologia culturale" che consiste in uno sguardo culturale sulla sociologica. Questo programma di ricerca è coltivato in particolare presso il Center for Cultural Sociology, co-diretto da Alexander, presso la Yale University. Per approfondire il pensiero di Alexander è possibile accedere tramite la sua pagina web a molti dei suoi scritti: produzione di Alexander 1977-2010.

giovedì 1 maggio 2014

In ricordo di Alberto Izzo

Alberto Izzo (1933-2014). Il 13 aprile scorso è scomparso il prof. Alberto Izzo, uno dei principali studiosi della storia del pensiero sociologico in Italia e autore del famoso manuale Storia del pensiero sociologico che anche noi adottiamo per la parte dedicata ai "contemporanei". Izzo era emerito di sociologia nell'Università di Roma "La Sapienza". Il direttore del Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche - il prof. Fabrizio Battistelli - lo ricorda così:
«Con Alberto Izzo scompare uno dei maestri della sociologia italiana, appartenente a quel gruppo di brillanti ricercatori che, a ridosso della prima generazione, negli anni Settanta avevano partecipato alla seconda fase nella rinascita della disciplina, imperniata sulla sua istituzionalizzazione nell'università. In questa veste Izzo aveva partecipato, chiamato da Franco Ferrarotti e insieme a Gianni Statera, alla creazione e al consolidamento dell'Istituto di Sociologia e dell'omonimo Corso di laurea presso la Facoltà di Magistero dell'Università di Roma, così come alla successiva trasformazione in Dipartimento e Facoltà di Sociologia.
Soprattutto, Alberto Izzo era un grande studioso. Resta un caposaldo, nella formazione di migliaia di studenti, la sua opera in tre volumi sulla storia del pensiero sociologico dove, con una finezza interpretativa pari soltanto alla sistematica precisione nella selezione dei testi e delle fonti, egli ricostruiva il filo rosso delle idee e delle analisi che hanno animato due secoli di riflessione sociologica. Nè erano mancati significativi contributi monografici dedicati alla sociologia critica, alla sociologia della conoscenza, a concetti classici come l'anomia o di incalzante attualità come l'edonismo.
Come accade in questi casi, accanto al rimpianto di ciò che avrebbe potuto essere, Alberto Izzo lascia il ricordo di ciò che, con la competenza e la responsabilità weberiana dell'intellettuale, ha fatto sì che esistesse.» (Roma, 14.4.2014)