domenica 31 marzo 2013

Effetti di aggregazione


Le evoluzioni più recenti della Teoria della scelta razionale condividono l'idea che i fenomeni sociali vadano spiegati come aggregazione di azioni individuali razionali in determinate situazioni sociali. In questi approcci si prevede spesso un momento di osservazione empirica dell'azione individuale in determinate situazioni. La spiegazione, d'altra parte, passa attraverso l'individuazione del meccanismo che struttura il fenomeno sociale al quale è interessato il ricercatore. Tale fenomeno assume il carattere emergente, vale a dire come aggregazione delle azioni individuali e, pertanto, non necessariamente legato alle intenzioni individuali.
Un esempio di come funziona questo paradigma di spiegazione è quello dello studio condotto da James S. Coleman e dai suoi collaboratori sui meccanismi che spiegano l'introduzione di nuovi medicinali nelle pratiche mediche (Medical Innovation. A Diffusion Study, 1966). Lo studio evidenzia che la velocità d'introduzione di un nuovo medicinale dipende dal tipo di situazione in cui si trovano ad operare i medici: negli ospedali dove la prossimità fisica permette una più rapida circolazione delle informazioni, l'introduzione è più rapida rispetto agli studi privati dei medici di base che lavorano in isolamento (vedi Grafico sotto).

venerdì 29 marzo 2013

La teoria dei giochi

Nell'ambito dei filoni di ricerca che si rifanno ai principi della Teoria della scelta razionale, rientra la Teoria dei giochi. Si tratta di un approccio alla ricerca sociale dedicato alla ricerca di modelli astratti, altamente formalizzati con ricorso a formulazioni matematiche, che affrontano le scelte interdipendenti o strategiche di ogni individuo (giocatore) in una situazione di interazione (gioco). La rivista scientifica più autorevole in questo campo teorico è "Games and Economic Behavior".
Un contributo fondamentale allo sviluppo di questa teoria è stato fornito dalle ricerche di John Nash che è stato premiato con il Premio Nobel per l'economia nel 1994. Su Youtube è possibile vedere un lungo documentario in cui Nash illustra i principi della Teoria dei giochi. D'altra parte, la vicenda personale e scientifica di John Nash è stata resa popolare dal film "A Beautiful Mind" di Ron Howard del 2001. Film premiato con quattro Premi Oscar e di cui riprendiamo sotto un frammento che esemplifica l'idea di "dinamiche dominanti" ed "equilibrio".

giovedì 28 marzo 2013

Agnese

La storia di Agnese, studiata da Harold Garfinkel, viene spesso usata per illustrare la prospettiva etnometodologica che si concentra sulle pratiche di spiegazione "incarnate" attraverso le quali i soggetti creano continuamente la realtà sociale. Questo studio è stato pubblicato da Garfinkel con il titolo "Passing and the managed achievement of sex status in an “intersexed” person incluso" nel libro Studies in Ethnomethodology (Prentice-Hall, 1967) ed è tradotto in italiano a cura di Roberta Sassatelli con il titolo "Agnese" (Armando, 2000).
Garfinkel ricostruisce in questa ricerca la storia di Agnese, una giovane transessuale californiana che sul finire degli anni cinquanta fu tra le prime a sottoporsi ad una operazione chirurgica per cambiare sesso. La ricerca cerca di fornire il quadro dei presupposti culturali in base ai quali vengono organizzate e negoziate le richieste e i bisogni di Agnese, il suo diritto e l’opportunità medica di effettuare un’operazione di cambiamento di sesso, ma più in generale, i racconti di Agnese sono un occasione per tratteggiare il quadro dei principi in base ai quali vengono ordinariamente legittimate le identità sessuali.

mercoledì 27 marzo 2013

Approcci microsociologici

L'ultimo gruppo di lezioni è stato dedicato alla presentazione e discussione di alcune principali teorie di tipo microsociologiche che si focalizzano sull'interazione sociale. Si tratta di approcci teorici che hanno enfatizzato la rilevanza sociologica della vita quotidiana. In questo ambito sono state trattate: l'interazionismo simbolico (G.H.Mead e H.Blumer), l'approccio drammaturgico (E.Goffman) e l'etnometodologia (H.Garfinkel). Infine è stata dedicata un'attenzione specifica alla teoria di Randall Collins.

LINK: Presentazione utilizzata durante le lezioni

domenica 24 marzo 2013

Interazionismo simbolico


Il nostro primo approccio alle teorie microsociologiche è cominciato con l'interazionismo simbolico, introducendo un concetto base: la visione del di George Herbert Mead - psicologo sociale statunitense - che rappresenta un'idea fondamentale su cui si fonda l'interazionismo simbolico. La visione di Mead del , espressa nell'opera Mind, Self and Society (University of Chicago Press, 1934), supera il modello classico del comportamentismo ottocentesco di stimolo-risposta, attraverso un'idea processuale dell'interazione in cui l'attore sociale agisce in base all'interpretazione che egli dà della situazione. Qui è opportuno richiamare il cosiddetto "Teorema di Thomas":

Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze (if men define situations as real, they are real in their consequences, William Thomas, 1928).

Il dell'attore sociale si compone di due momenti: del Me che è il riflesso di come l'individuo si percepisce in base agli atteggiamenti e comportamenti degli altri nei suoi confronti; mentre l'altro momento è l'Io vale a dire la risposta che l'individuo elabora, in termini di azione, in base all'interpretazione del Me. Da una parte, quindi, il Me produce socializzazione dell'individuo, dall'altra l'Io genera elementi di creatività e originalità nell'azione individuali. Per comprendere i processi d'interazione bisogna, infine, considerare il concetto di "altro generalizzato", come elemento indicativo della maturità del , vale a dire la maturazione di una struttura di risposte comuni e condivise da tutti i membri della stessa comunità.

Teorie di medio raggio

Tra i diversi contributi originali di Robert K. Merton di cui abbiamo parlato al corso, particolare rilevanza va data al suo approccio di ricerca teso a costruire "Teorie di medio raggio" con cui s'intende:
Teorie intermedie fra le ipotesi di lavoro che formulano abbondantemente durante la routine quotidiana della ricerca e le speculazioni onnicomprensive basate su uno schema concettuale centrale, da cui si spera di derivarne un largo numero di uniformità di comportamento sociale empiricamente osservabili (Robert K. Merton, Teoria e struttura sociale, il Mulino, Bologna, 1966, p. 13)
In altri termini, l'obiettivo di Merton non è di elaborare una teoria che spieghi la società come insieme unitario, coerente e equilibrato. Il suo intento è, invece, quello di concentrare la ricerca su parti del sistema sociale, vale a dire su un insieme di comportamenti sociali che siano osservabili empiricamente, che si manifestino con regolarità e che pertanto possono essere ricondotti a schemi astratti generali (anche se non universali) riferiti a parti del sistema sociale.

domenica 17 marzo 2013

Omaggio a Robert Castel (1933-2013)


Il 12 marzo scorso, è morto Robert Castel. Un sociologo che ci ha insegnato molto anche per il campo di ricerca in cui adesso siamo immersi. Lo ricordiamo con stima e vale la pena riprendere l'omaggio del Ministro della Cultura francese:

C'est avec une grande tristesse que j'ai appris le décès de Robert Castel, grand théoricien de la «désaffiliation» et immense inspirateur de tous ceux qui ont à cœur de se battre contre les exclusions. Penseur de «l'insécurité sociale», Robert Castel aura été de ceux qui ont le mieux su décrire les conséquences d'une nouvelle forme de précarité professionnelle sur la cohésion de notre société. Réformiste convaincu, il en appelait à l'élaboration d'un nouveau compromis social pour replacer au centre de nos préoccupations un fléau social qui, relégué en marge de la société sous la question de «l'exclusion», la frappe pourtant au cœur . Directeur d'étude à l'Ecole des hautes études en sciences sociales, agrégé de philosophie et compagnon de route de Pierre Bourdieu, Robert Castel s'était d'abord fait connaître par son approche critique de la psychiatrie et plus particulièrement la démarche généalogique qu'il développa sur les pas de Michel Foucault. Il s'était ensuite imposé comme l'un des plus fins observateurs du monde du travail, attentif aux transformations de la question sociale et préoccupé par l'effritement de la condition salariale et la précarisation croissante de notre société. Ses travaux, qui témoignent de sa connaissance inégalée du monde du travail, resteront une référence pour tous ceux qui luttent contre les exclusions et se battent pour une cohésion sociale renforcée.

Funzionalismo

Un secondo gruppo di lezioni è stato dedicato alle teorie funzionaliste. Sono stati trattati i principi chiave degli approcci funzionalisti, gli autori classici di questo filone teorico (sociologico e antropologico) e un approfondimento su due sociologi americani che hanno segnato il dibattito sociologico nella seconda metà del Novecento: Talcott Parsons (struttural-funzionalismo) e Robert K. Merton (Teoria di medio raggio).

LINK: Presentazione utilizzata durante le lezioni

sabato 16 marzo 2013

Strutturalismo e pragmatismo

Le prime lezioni sono state dedicate alle teorie sociali strutturaliste, con riferimento specifico alla tradizione francese. Sono state prima considerati i principi generali e gli autori di riferimento dello strutturalismo classico. Successivamente sono stati approfonditi due autori francesi particolarmente significativi per il dibattito contemporaneo nelle scienze sociali. Si tratta di Pierre Bourdieu e della sua teoria dello strutturalismo genetico e di Luc Boltanski a cui si rifà il pragmatismo francese contemporaneo. Si tratta di due programmi di ricerca che si collocano nel solco dello strutturalismo, superandone i limiti e aggiornandone aspetti teorici e metodologici.

Corso Sociologia II

Durante il periodo del corso, questo blog si affianca agli altri strumenti di interazione con gli studenti del corso di "Sociologia II" per l'anno accademico 2012-2013.

Informazioni utili:

Si riporta sotto il calendario delle lezioni programmate.