venerdì 25 maggio 2018

La cultura del nuovo capitalismo

Lezioni. Il testo «La cultura del nuovo capitalismo» di Richard Sennett offre una delle più brillanti analisi dei valori e delle pratiche che tengono assieme le persone e le organizzazioni nel capitalismo flessibile in cui si osserva che le istituzioni si frammentano e diventano instabili e mutevoli nel tempo. Il suo lavoro si sofferma su tre questioni fondamentali: a) il cambiamento istituzionale delle organizzazione, con il superamento del “capitalismo sociale militarizzato” e l’affermazione delle nuove forme flessibili di organizzazione secondo il modello “mp3”; b) il tema del “talento” come capacità potenziale, i meccanismi formalizzati di valutazione del talento e l’emergere dello spettro dell’inutilità; c) la ridefinizione del rapporto tra cittadino e politica, con l’affermazione della politica come “consumo”. Il libro si chiude con un breve testo che indica tre principali questioni intorno alle quali pensare i caratteri del “capitalismo sociale” del nostro tempo, vale a dire istituzioni in grado di garantire la continuità biografica dell’esperienza soggettiva, di riscoprire l’utilità sociale del lavoro, di promuovere le abilità artigianali. Si tratta di tematiche sulle quali Sennett tornerà in altri testi, in particolare nella trilogia più recente focalizzata sul lavoro artigiano, la cooperazione sociale e la città aperta.

Scarica la presentazione mostrata in aula (Scarica PDF)

giovedì 24 maggio 2018

Sennett: etica per la città

Libro. Da oggi è disponibile la traduzione in italiano dell’ultimo libro di Richard Sennett Building and Dwelling: Ethics for the City (London: Allen Lane, 2018), realizzata da Cristina Spinoglio ed edita da Feltrinelli con il titolo Costruire e abitare. Etica per la città. Si tratta del volume che completa dopo dieci anni la trilogia che Sennett ha definito “Progetto homo faber”, iniziata con L’uomo artigiano (Feltrinelli, 2008) e proseguita prima con il libro Insieme. Rituali, piaceri e politiche della collaborazione (Feltrinelli, 2012) e poi con questo ultimo libro dedicato alla progettazione della città. L’intero progetto è ispirato da un’idea di fondo: l’Uomo è artefice di se stesso ed è creatore della vita attraverso delle pratiche concrete, approfondendo in ognuno dei tre libri rispettivamente la formazione dell’impegno personale attraverso l’ethos del lavoro artigiano, i rapporti sociali attraverso pratiche di collaborazione e poi lo spazio fisico attraverso un’etica per la città.

Consulta in Google Books un’anteprima del libro Costruire e abitare.

mercoledì 23 maggio 2018

La corrosione del carattere

L'uomo flessibile. Nella produzione sociologica di Richard Sennett il saggio "The Corrosion of Character: The Personal Consequences of Work in the New Capitalism" (Norton & C.,1999) - tradotto in italiano nel 2000 da Feltrinelli con il titolo "L'uomo flessibile, Le conseguenze del nuovo capitalismo sulla vita personale" - ha una posizione di primo piano, soprattutto per l'influenza che ha avuto nel dibattito internazionale sul tema della flessibilità e delle trasformazioni del lavoro. Proponiamo sotto un'anteprima della traduzione italiana del saggio di Sennett, dove a pagina 10 si può leggera la sua definizione di "carattere":
«Il "carattere" indica soprattutto i tratti permanenti della nostra esperienza emotiva, e si esprime attraverso la fedeltà e l'impegno reciproco, o nel tentativo di raggiungere obiettivi a lungo termine, o nella pratica di ritardare soddisfazioni in vista di uno scopo futuro. Insomma, tra la moltitudine dei sentimenti in cui tutti noi ci troviamo costantemente immersi, siamo sempre impegnati nel tentativo di salvarne e rafforzarne qualcuno. Sono questi sentimenti confermati che plasmeranno il nostro carattere, definendo i tratti personali a cui attribuiamo valore di fronte a noi stessi e in base ai quali ci sforziamo di essere valutati da parte degli altri».
Consulta in Google Books un’anteprima del libro L’uomo flessibile.

martedì 22 maggio 2018

Richard Sennett sul tema della collaborazione

Risorse. L’opera di Richard Sennett ha avuto un’attenzione che ha sempre superato i confini del pubblico disciplinare accademico, anche grazie ad uno stile di scrittura efficace, coinvolgente ed esteticamente molto gradevole. I libri di Sennett, infatti, hanno avuto spesso la capacità di imporsi nel dibattito pubblico internazionale conquistando un ampio spazio nei media. Con riferimento al suo ultimo libro tradotto in italiano Insieme. Rituali, piaceri, politica della collaborazione (Feltrinelli, 2012), si rimanda ad alcune interviste apparse sulle pagine online di testate giornalistiche nazionali: «Richard Sennett dentro la corrosione del legame sociale» (il Manifesto, di Riccardo Mazzeo); sullo stesso tema «Cooperare è più che competere. Dialogo con Richard Sennett» (Vita, di Marco Dotti); e poi «Richard Sennett: per uscire dalla crisi impariamo a collaborare» (il sole 24 ore, di Paolo Magliocco).

Guarda il video «Come uscire dalla crisi secondo Richard Sennett»:

lunedì 21 maggio 2018

Dall’uomo flessibile all’uomo dominato

Risorse. In una recente intervista, Richard Sennett torna a riflettere sulle trasformazioni del lavoro, a circa vent’anni dalla pubblicazione del libro «L’uomo flessibile». L’intervista viene realizzata nell’ambito del Jobless Society Forum promosso dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Sennett riprende le critiche alle forme di lavoro flessibili e suggerisce di utilizzare le categorie d «dominio» e «repressione» per analizzare le attuali condizioni di lavoro. Considera poi il rapporto tra lavoro e cittadinanza sociale, criticando le interpretazioni che sostengono la possibilità di cittadinanza sociale al di fuori del lavoro. Sennett sostiene infatti il rapporto tra lavoro, produttività e rispetto di sé che dipende dall’idea che si ha della propria utilità. Il punto critico, secondo il sociologo statunitense, è il «controllo del posto di lavoro» e i modi per riappropriarsene da parte dei lavoratori. Passa, infine, a considerare il rapporto tra macchine e lavoro. La robotica digitale sta sostituendo il lavoro burocratico di basso livello, colpendo le classi medio-basse dei lavoratori dei servizi a bassa qualificazione. In conclusione suggerisce un intervento più ampio dello Stato esplicitamente ad arginare il neoliberalismo.


domenica 20 maggio 2018

Internet fisica

La società dell'informazione - paradigma che abbiamo visto dal pensiero originario di Daniel Bell a quello più attuale di Manuel Castells - oggi ha Internet come infrastruttura principale che è sia flussi informazionali, sia insieme di strutture fisiche di elaborazione e trasmissione informazioni: reti di comunicazione, server, centri di elaborazione dati e così via. L'internet fisica ha creato le nuove "fabbriche" dell'informazione come, ad esempio, i data center di Google, insieme di server e computer collegati alla rete che gestiscono i flussi informativi necessari a far funzionare i servizi in rete. Un apposito sito di Google - che titolo enfaticamente "Dove batte il cuore di internet" presenta la tecnologia, le persone e i luoghi dei data center, per avere un'idea del lavoro e delle attività produttive nelle nuove fabbriche dell'età dell'informazione.

Guarda anche video: Explore a Google data center with Street View

Si può consultare e scaricare la presentazione - molto sintetica - mostrata in aula per accennare al pensiero di Manuel Castells: scarica PDF.

sabato 19 maggio 2018

Movimenti sociali nell'era di internet

Nelle nostre ultime lezioni focalizzate sui caratteri della società contemporanea abbiamo incontrato, tra gli altri, il sociologo Manuel Castells sul quale ci siamo soffermati in particolare per analizzare i concetti base dell'opera "L'età dell'informazione" in tre volumi:
1. La nascita della società in rete
2. Il potere delle identità
3. Volgere di millennio
Una breve intervista a MediaMente.
I risultati della ricerca può recente di Castells è incentrata sui movimenti sociali nell'era di internet e sono stati pubblicati nel recente volume dal titolo in italiano "Reti di indignazione e speranza" (UBE, Milano, 2012 - [INDICE] [INTRODUZIONE]). L'editore presenta così il volume:
"Un’esplorazione delle nuove forme dei movimenti sociali e di protesta: dalle rivolte del mondo arabo al movimento degli indignados in Spagna e a Occupy Wall street negli Stati Uniti. Mentre questi e altri simili movimenti differiscono per molti aspetti importanti, c’è una cosa che hanno in comune: sono tutti inestricabilmente legati alla creazione di reti di comunicazione autonome, supportate da Internet e da trasmissioni wireless. In questo libro Manuel Castells – il maggior studioso della società in rete – esamina le radici sociali, culturali e politiche dei nuovi movimenti; ne studia le forme innovative di auto-organizzazione; valuta criticamente il particolare e decisivo ruolo che la tecnologia ha giocato nelle dinamiche dei movimenti; suggerisce e indaga le ragioni del sostegno che essi hanno trovato in larghi strati della società e sonda la loro capacità di provocare cambiamenti politici attraverso l’in?uenza esercitata sul modo di pensare delle persone."

giovedì 17 maggio 2018

Il nuovo secolo politico di Alain Touraine

Ultimo libro.  Nell’autunno 2016, Alain Touraine - a 92 anni d'età - ha pubblicato il suo nuovo, per ora ultimo, libro Le nouveau siècle politique (Seuil, Paris, 2016, p. 208) che segue e chiude la trilogia composta dai due poderosi volumi editi con lo stesso editore nell’ultimo triennio: La fin des sociétés (2013, p. 672) e Nous, sujets humains (2015, p. 416). L’Autore nel suo blog spiega che si tratta di un libro che, insieme con i due precedenti, fornisce una «presentazione generale del mondo nuovo in cui viviamo e delle idee che consentono di comprenderlo e, dunque, di agire». Ma, di più - dice l'Autore - questo libro tira le somme di un lavoro di ricerca che lo ha occupato in tutta la seconda metà della sua vita, quando ha cominciato a studiare l’esaurimento e il superamento della società industriale e con essa, del “vecchio secolo politico”.
Questo è il tema del nuovo libro di Touraine. Con la globalizzazione, infatti, le categorie politiche del Novecento entrano in crisi perché rispetto all’alternativa tra destra e sinistra, diventa più rilevante la contraddizione che oppone chi accetta di progettarsi nel mondo globalizzato e chi, al contrario, resiste a questa prospettiva. In tale contraddizione si pongono rinnovate questioni politiche centrali alla vita nel mondo globalizzato quali la questione nazionale, la questione religiosa e della laicità, la lotta anti-terrorista, la questione ecologica. La possibilità per i cittadini di assumere centralità nella decisione politica e anche di resistere alle forze della tecnologia, del profitto e della propaganda dipende dalla comprensione delle nuove condizioni del mondo contemporaneo, il «nuovo secolo politico» appunto.

lunedì 14 maggio 2018

Habermas: dall'opinione pubblica alla crisi del capitalismo maturo

Percorso. Nel corso abbiamo affrontato una parte della vasta produzione sociologica di Habermas privilegiando alcune problematiche. In primo luogo abbiamo sviluppato una riflessione sul rapporto con la teoria critica della scuola di Francoforte per poi considerare il primo periodo di studio sull’opinione pubblica e sulla costruzione storica della sfera pubblica. Ci siamo poi soffermati sulla critica dell’ermeneutica, affrontando alcune problematiche relative agli effetti della riproduzione del sistema linguistico-culturale, considerando in particolare il problema della socializzazione, il rapporto con la comunità e la tradizione. Qui l’obiettivo conoscitivo dell’autore è stato quello di comprendere e definire le condizioni che consentono lo sviluppo di personalità libere ed autonome. Prima di entrare nel merito della teoria dell’agire comunicativo, abbiamo infine considerato la tesi sulla crisi di legittimazione che Habermas legge nello sviluppo del capitalismo maturo, nel rapporto tra «sistema sociale» e «mondo della vita». Riportiamo sotto la presentazione mostrata in aula (scarica PDF).

domenica 13 maggio 2018

Il pensiero di Jürgen Habermas

Dispensa. Il programma di ricerca di Jürgen Habermas non si presta a facili semplificazioni didattiche per questo è utile, oltre a consultare immediatamente le opere dell’autore, anche integrare i libri con delle letture aggiuntive. Tra le tante disponibili in rete, suggerisco la lettura della Dispensa realizzata da Walter Privitera, professore di sociologia presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Scarica la Dispensa sul pensiero di Jürgen Habermas di Walter Privitera (file .doc)

venerdì 11 maggio 2018

Forum su Jürgen Habermas

Approfondimento. Una preziosa risorsa in rete relativa a Jürgen Habermas è il sito Habermas Forum curato dai due studiosi danesi Kristian Hansen e Thomas Gregersen. Si tratta di uno spazio web dedicato a Jürgen Habermas e alla sua produzione. Il sito, redatto in inglese, presenta quattro sezioni principali, una raccoglie i collegamenti ai testi di Habermas accessibili in rete; un'altra è dedicata alla sua biografia; un'altra ancora raccoglie in ordine cronologico un'ampia selezione di articoli, libri e saggi dedicati al pensiero di Habermas; e infine un'altra parte presenta delle notizie che riguardano l'autore. Si tratta di un sito continuamente aggiornato che consente anche l'iscrizione a una newsletter per ricevere aggiornamenti periodici via e.mail. Una risorsa rilevante per accedere a materiali sul nostro autore e per essere aggiornati non solo sulla sua produzione, ma anche sullo sviluppo della ricerca che lo riguarda.

giovedì 10 maggio 2018

Ferrarotti nel corso di Sociologia II

Corso. La lezione di ieri di Franco Ferrarotti nel nostro corso di sociologia ci lascia molti spunti di riflessione, oltre al libro di lezioni tratte dai suoi corsi del 1987 e 1988, di cui abbiamo un po' parlato ieri e che adesso avete a disposizione per le vostre future letture. Grazie a tutti per l’attenta partecipazione.

Vi ricordo che domani non ci sarà lezione e che il corso riprenderà regolarmente a partire da lunedì 14 maggio.

Vi segnalo, intanto, che oggi su «La Repubblica» nelle pagine di Napoli è stato dedicato un spazio decisamente ampio alla lezione di Ferrarotti, con un’intervista di Paolo De Luca che è possibile leggere anche in rete: «Il sociologo Ferrarotti: "Mondo unificato da web e social: attenti al progresso senza controllo"».

lunedì 7 maggio 2018

La storia del presente

Risorse. Con le ultime tre lezione abbiamo condiviso un’introduzione all’approccio teorico di Michel Foucault (Poitiers, 1926 - Parigi, 1984), soffermandoci sull'analitica del potere, la storia della governamentalità e l'evoluzione della biopolitica fino all'idea di società "disciplinare". Come evidenziato in premessa delle lezioni, la ricerca di questo autore non ha una collocazione disciplinare univoca. Il suo contributo teorico ha avuto un impatto molto rilevante sulle scienze sociali ed ha influito molto anche nella teoria sociologica. La cattedra che Foucault ha tenuto dal 1970 presso il Collège de France fino al momento della sua morte nel 1984 aveva il nome di "Histoire des systèmes de pensée" (Storia dei sistemi di pensiero) che sintetizza efficacemente alcuni degli elementi qualificanti della sua ricerca. Riportiamo sotto la presentazione mostrata in aula con alcuni punti chiave per comprendere l'approccio di Foucault (Scarica PDF).

domenica 6 maggio 2018

Sorvegliare e punire

Uno studio genealogico. Una delle ricerche più famose di Michel Foucault - in cui tra l'altro si può vedere all'opera la prospettiva genealogica - è quella che ha portato alla pubblicazione del libro "Sorvegliare e punire" (Surveiller et punir. Naissance de la prison, Gallimard, Paris, 1975). In questo testo Foucault analizza la nascita delle prigioni e si sofferma sui mutamenti della concezione di punizione, attraverso lo sviluppo di sistemi più efficienti di esercizio del controllo sociale. Lo studio si focalizza sulla diffusione del potere disciplinare implicato dal carcere, basato su regolare e sistematico addestramento e monitoraggio del corpo. Sulla base di questa ricerca si può comprendere meglio la natura dei concetti di Foucault di "biopolitica" e di "biopotere". In questo lavoro, infatti, viene affrontata la questione della natura del potere nelle società contemporanee; impiegando il modello del panopticon di Jeremy Bentham si analizza la pervasività del potere, i meccanismi di controllo e le fonti del disciplinamento.

sabato 5 maggio 2018

Foucault: la questione della soggettivazione

Letture. Proponiamo di seguito la versione italiana della conferenza di Judith Revel presentata a Yale il 17 ottobre nell’ambito del convegno internazionale “Michel Foucault: after 1984″ alla Yale University, Whitney Center for Humanities, attualmente disponibile sul sito Euronomade.

Prendendo alla lettera l’intitolato di questo convegno, ho provato a riflettere su cosa avesse cambiato nella mia ricezione di Foucault negli ultimi anni – o per dirlo più direttamente, sulla differenza tra l’approccio al pensiero foucaultiano che esisteva quando ho cominciato ad avvicinarmi a Foucault, alla fine degli anni 1980, e il modo in cui mi sembra si possa – o si debba – lavorare oggi. È una banalità, probabilmente, ma lo sottolineo : la pubblicazione dei Dits et écrits, e successivamente l’impresa di edizione, ormai quasi compiuta, dei corsi al Collège de France, hanno radicalmente spostato, completato e a volte corretto molti degli assi di lettura di cui disponevamo. Ora uno degli assi di lettura, o se volete di problematizzazione, più importanti che è stato modificato in quel modo, mi sembra quello che articola insieme l’analitica dei poteri che segna la ricerca di Foucault negli anni 1970, e la dimensione etica che emerge nel suo pensiero nei primi anni 1980. È al modo in cui ciò avviene che vorrei tornare oggi, cercando di evidenziare quanto la nozione di soggettivazione sia stata fondamentale nel costruire il passaggio tra politica ed etica, fino ad evidenziare – sarà la mia ipotesi – la dimensione politica dell’etica, vale a dire anche l’etica intesa come prolungamento della politica e non come “ripiegamento” dalla politica. [Continua a leggere]

venerdì 4 maggio 2018

Il corpo utopico

Risorse. In una conferenza radiofonica del 1966, Foucault affronta il tema del “corpo”, pronunciando il testo «Il corpo. Luogo di utopia» (edito da Nottetempo, 2008). Si tratta di un “corpo” diverso da quello segregato del folle, da quello medicalizzato del malato, di quello investito dai dispositivi del potere disciplinare o del biopotere (corpo sorvegliato, punito, addestrato, curato, sessuato). Si tratta infatti del “suo corpo”, cioè il rapporto tra l’Io e il corpo, parlando in prima persona: «Posso andarmene in capo al mondo, nascondermi sotto le coperte la mattina, farmi il più piccolo possibile, posso pure liquefarmi al sole su una spiaggia, lui sarà sempre là dove sono io». Su questo testo si veda anche quanto scrive Francesco Bellusci in un breve articolo pubblicato in Doppiozero: «Di quale corpo ci parla Foucault?».

Ascolta l'audio de «Il corpo utopico» in YouTube.

giovedì 3 maggio 2018

Foucault: l’ultima intervista

Intervista. Pochi giorni prima della sua morte, avvenuta il 25 giugno 1984, a 57 anni, Michel Foucault rilasciava la sua ultima intervista ad André Scala e Gilles Barbedette. Alcune parti dell’intervista, rimasta celata fino ad allora, verranno pubblicate il 21 giugno 2014 da «Libération» [Traduzione a cura di Federico Zappino].

André Scala, Gilles Barbedette: Ne L’uso dei piaceri, forse per la prima volta, lei manifesta la necessità di ritornare sui passi di alcune sue opere precedenti.

Michel Foucault: Molte cose rimaste implicite, nelle mie opere precedenti, non avrebbero potuto d’altronde essere rese in maniera più esplicita in ragione del modo stesso di porre il problema. Mi sembra, tuttavia, di aver sempre cercato di individuare tre grandi tipi di problemi: il problema della verità, il problema del potere e il problema della condotta individuale. Questi tre ambiti – che sono poi i grandi ambiti dell’esperienza – non possono essere compresi se non l’uno in relazione all’altro e ciascuno di essi è incomprensibile senza gli altri due. E questo è anche ciò che mi ha più volte ostacolato… A me è sempre sembrato di individuare tra essi una linea retta e che non ci fosse alcun bisogno di ricorrere a certi metodi, leggermente retorici, attraverso i quali, di solito, li si analizza.

[Continua a leggere]

mercoledì 2 maggio 2018

Studi foucaultiani

Risorse. La ricerca di Michel Foucault ha prodotto un vasto e articolato filone di ricerca che ha portato avanti il programma di ricerca foucaultiano dopo la scomparsa di Michel, influenzando significativamente il dibattito scientifico e culturale delle scienze sociali nel corso degli ultimi trent'anni. Tra le tante risorse disponibili in rete, segnalo alcuni siti:

Materiali Foucaultiani (rivista italiana, IT)
Foucault Studies (rivista, EN)
Portail Michel Foucault (portale internazionale)
Michel Foucault (sito di Clare O'Farrell, 1997, EN)
Foucault (sito, EN)
Introduzione a Foucault (sito didattico, EN)
Foucault News (blog, EN)

La lettura diretta degli scritti di Michel Foucault resta la via principale per comprendere il suo pensiero. Proponiamo qui sotto un'anteprima di "L'archeologia del sapere. Una metodologia per la storia della cultura" nell'ultima edizione italiana BUR del 1990, mentre la prima edizione francese risale al 1969 (Gallimard, Parigi).